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BUONE PRASSI DI NON DISCRI MINAZIONE
Emilia Napolitano
Presidente Disabled People International – Italia
La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), della cui rete fa parte DPI Italia, si è aggiudicata la gara indetta dall’UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (che ha il compito di garantire il principio della parità di trattamento per chiunque sia vittima di una discriminazione), per la realizzazione di uno studio volto all’identificazione, all’analisi e al trasferimento di buone pratiche in materia di non discriminazione nello specifico ambito della disabilità.
Esso è stato compiuto nelle regioni Obiettivo Convergenza di Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.
E’ nota la situazione di storica arretratezza strutturale e ambientale e endemica povertà economica, propria di queste regioni, che si ripercuote in maniera fortemente discriminante per una fascia svantaggiata come quella delle persone con disabilità.
Le criticità di tali regioni in materia di disabilità possono essere così riassunte:
- Carenza, se non addirittura mancanza, di DATI sulla disabilità.
- Mancanza di programmazione e gestione unitaria del sistema dei servizi per l’assistenza e l’inclusione sociale dei minori e degli adulti disabili (LAVORO, SCUOLA, VITA INDIPENDENTE)
- Carenza dei servizi di trasporto sociale e scolastico, per garantire ai cittadini con disabilità l’accessibilità, le pari opportunità e la piena fruibilità delle risorse infrastrutturali dei territori
- Mancanza di una rete di strutture familiari e comunitarie a carattere semiresidenziale e residenziale (“DOPO DI NOI” E “OLTRE NOI”)
- Mancanza della rete di centri diurni socio educativi e socio educativi riabilitativi capaci di integrare le capacità inclusive, educative e riabilitative delle istituzioni scolastiche e delle strutture sanitarie
- Mancanza degli strumenti di sostegno economico per la vita indipendente o per l’assistenza indiretta personalizzata
- Mancanza di azioni per favorire l’utilizzo di tecnologie informatiche da parte delle persone con disabilità e la diffusione di ausili dedicati a promuovere e sostenere i percorsi di apprendimento, socializzazione, formazione professionale, partecipazione alle attività associative e inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità
- Mancanza del contenimento del flusso di istituzionalizzazione
- Carenza nell’adozione, ai fini della valutazione multidimensionale delle disabilità, dei nuovi sistemi di valutazione che utilizzano l’ICF (International Classification, of Functioning, disability and health)
- Mancanza di finanziamenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati
- Mancanza della qualità dei servizi, specie quello di assistenza personale.
Il progetto di ricerca ha previsto la realizzazione di focus group, interviste narrative e selezioni di buone prassi.
I Focus group realizzati sono stati 10:
3 in Campania, a Napoli
2 in Calabria, a Cosenza e Falerna Lido (CZ)
3 in Puglia, a Bari
2 in Sicilia, a Catania e Caltanissetta
Per un totale di 91 partecipanti (leader associativi e utenti di servizi- persone con disabilità e genitori di persone con disabilità non in grado di autodeterminarsi).
Le interviste narrative sono state 25:
7 in Campania,
5 in Calabria,
7 in Puglia
6 in Sicilia.
14 donne e 11 uomini (persone con disabilità motoria, sensoriale e intellettiva, persone coinvolte attivamente in azioni di governance all’interno di organizzazioni di e per le persone con disabilità,
persone alla prima esperienza sulle tematiche dell’empowerment).
I soggetti sono stati invitati, dopo una breve illustrazione della Convenzione ONU da parte del conduttore del focus group, a raccontare o quanto meno riflettere su episodi di discriminazione subita nelle seguenti aree
- Vita affettiva (famiglia, partner)
- Vita sociale (scuola, lavoro)
- Vita di comunità (barriere architettoniche, culturali. Stigma, partecipazione alla vita sociale, Riconoscimento come persone)
- Luoghi dedicati (Istituti, Residenze Sanitarie Assistenziali, Case protette, ecc.).
Infine, attraverso un’attività di ricognizione e mappatura delle politiche, dei progetti, dei servizi e degli interventi rivolti alle persone con disabilità messi in atto sul territorio nazionale ed una successiva valutazione, sulla base di un set di indicatori di inclusione sociale, elaborato dal gruppo di ricerca, sono state selezionate le seguenti buone prassi:
- Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali sostenuti da Budget di Salute
- Abitare in autonomia
- Walking Roots - Methodologies and means against violence on women with disabilities
- Amministratore di Sostegno
- Consulenza alla Pari
- Accompagnamento per tirocini formativi e di orientamento e/o inserimento socio-lavorativo
- Personalizzazione e coprogettazione dei servizi - il sapere delle famiglie diventa prassi
- Verso il collaudo civico dei servizi dell’Aeroporto Internazionale di Napoli
- PRISMA per le relazioni d’aiuto. Settore Disabilità e Immigrazione
- DAMA. Accoglienza e assistenza medica per persone con gravi disabilità
- Corso di Perfezionamento in Disability Manager
- La metodologia dell’inserimento lavorativo
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