Discriminazione Under 30
LA DISCRIMINAZIONE VERSO I GIOVANI NELLE REGIONI OBIETTIVO CONVERGENZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 22 Giugno 2010 15:33

<!-- /* Font Definitions */ @font-face {font-family:Wingdings; panose-1:5 0 0 0 0 0 0 0 0 0; mso-font-charset:2; mso-generic-font-family:auto; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:0 268435456 0 0 -2147483648 0;} @font-face {font-family:"Cambria Math"; panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:roman; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face {font-family:Tahoma; panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:swiss; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:1627400839 -2147483648 8 0 66047 0;} @font-face {font-family:Verdana; panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:swiss; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:536871559 0 0 0 415 0;} @font-face {font-family:"Bodoni MT"; panose-1:2 7 6 3 8 6 0 2 2 3; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:roman; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-unhide:no; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman","serif"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoFootnoteText, li.MsoFootnoteText, div.MsoFootnoteText {mso-style-noshow:yes; mso-style-unhide:no; mso-style-link:"Testo nota a piè di pagina Carattere"; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; text-justify:inter-ideograph; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman","serif"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoHeader, li.MsoHeader, div.MsoHeader {mso-style-unhide:no; mso-style-link:"Intestazione Carattere"; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; tab-stops:center 240.95pt right 481.9pt; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman","serif"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoFooter, li.MsoFooter, div.MsoFooter {mso-style-unhide:no; mso-style-link:"Piè di pagina Carattere"; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; tab-stops:center 240.95pt right 481.9pt; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman","serif"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} span.MsoFootnoteReference {mso-style-noshow:yes; mso-style-unhide:no; mso-ansi-font-size:9.0pt; font-family:"Verdana","sans-serif"; mso-ascii-font-family:Verdana; mso-hansi-font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; vertical-align:super;} a:link, span.MsoHyperlink {mso-style-unhide:no; color:blue; text-decoration:underline; text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed {mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; color:purple; mso-themecolor:followedhyperlink; text-decoration:underline; text-underline:single;} span.IntestazioneCarattere {mso-style-name:"Intestazione Carattere"; mso-style-unhide:no; mso-style-locked:yes; mso-style-link:Intestazione; mso-ansi-font-size:12.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;} span.PidipaginaCarattere {mso-style-name:"Piè di pagina Carattere"; mso-style-unhide:no; mso-style-locked:yes; mso-style-link:"Piè di pagina"; mso-ansi-font-size:12.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;} span.TestonotaapidipaginaCarattere {mso-style-name:"Testo nota a piè di pagina Carattere"; mso-style-noshow:yes; mso-style-unhide:no; mso-style-locked:yes; mso-style-link:"Testo nota a piè di pagina";} .MsoChpDefault {mso-style-type:export-only; mso-default-props:yes; font-size:10.0pt; mso-ansi-font-size:10.0pt; mso-bidi-font-size:10.0pt;} /* Page Definitions */ @page {mso-footnote-separator:url("file:///C:/DOCUME~1/Morfeo/IMPOST~1/Temp/msohtmlclip1/01/clip_header.htm") fs; mso-footnote-continuation-separator:url("file:///C:/DOCUME~1/Morfeo/IMPOST~1/Temp/msohtmlclip1/01/clip_header.htm") fcs; mso-endnote-separator:url("file:///C:/DOCUME~1/Morfeo/IMPOST~1/Temp/msohtmlclip1/01/clip_header.htm") es; mso-endnote-continuation-separator:url("file:///C:/DOCUME~1/Morfeo/IMPOST~1/Temp/msohtmlclip1/01/clip_header.htm") ecs;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:3.0cm 3.0cm 3.0cm 3.0cm; mso-header-margin:35.45pt; mso-footer-margin:35.45pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} /* List Definitions */ @list l0 {mso-list-id:3; mso-list-template-ids:3; mso-list-name:WW8Num5;} @list l0:level1 {mso-level-tab-stop:36.0pt; mso-level-number-position:left; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level2 {mso-level-tab-stop:54.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:54.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level3 {mso-level-tab-stop:72.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:72.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level4 {mso-level-tab-stop:90.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:90.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level5 {mso-level-tab-stop:108.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:108.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level6 {mso-level-tab-stop:126.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:126.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level7 {mso-level-tab-stop:144.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:144.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level8 {mso-level-tab-stop:162.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:162.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l0:level9 {mso-level-tab-stop:180.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:180.0pt; text-indent:-18.0pt;} @list l1 {mso-list-id:570233539; mso-list-type:hybrid; mso-list-template-ids:-1836574432 68157441 68157443 68157445 68157441 68157443 68157445 68157441 68157443 68157445;} @list l1:level1 {mso-level-number-format:bullet; mso-level-text:; mso-level-tab-stop:36.0pt; mso-level-number-position:left; text-indent:-18.0pt; font-family:Symbol;} ol {margin-bottom:0cm;} ul {margin-bottom:0cm;} -->

 

 


LA DISCRIMINAZIONE VERSO I GIOVANI NELLE REGIONI OBIETTIVO CONVERGENZA

Il fenomeno delle discriminazioni basate sull’età è largamente diffuso ed estremamente rilevante. I pregiudizi e gli stereotipi diffusi riguardo ai giovani sono spesso la causa di atteggiamenti di disparità di trattamento e difficoltà di inserimento nel mondo lavorativo; rappresentano quindi una significativa lesione del diritto di pari opportunità.

Su nessun aggregato sociale sono state spese negli ultimi decenni tante parole, come sui giovani e sulla condizione giovanile. L'analisi dei comportamenti e degli atteggiamenti giovanili è stata assunta spesso come parametro emblematico di riferimento per la valutazione dello “stato di salute” della società in quanto tale, e per la individuazione dei modelli di sviluppo.

Secondo molte analisi[1] e studi l’Italia è un paese che penalizza in forma particolarmente accentuata i giovani (definiti qui come persone in età 18-30 anni), e in questo modo riduce le proprie possibilità di sviluppo. I giovani europei, rispetto agli italiani, completano prima gli studi, escono prima da casa dei loro genitori, entrano più precocemente nel mercato del lavoro, formano famiglia in anticipo, iniziano prima a scalare le gerarchie professionali e hanno maggiore influenza nelle decisioni collettive. Anche se negli ultimi anni è andato migliorando, il tasso di occupazione tra i giovani italiani è comunque del 26% rispetto al 40% del resto dell’Europa, e per i giovani del sud in particolare il tasso di disoccupazione arriva fino all’11%, raggiungendo quasi il doppio della media nazionale (6,1%).

L’analisi della condizione giovanile non è di facile definizione nell'odierna società fortemente differenziata da un punto di vista strutturale e culturale, con riflessi anche sulla sua componente giovanile[2]. Inoltre vi sono diversi modi di vedere la gioventù: da chi la rappresenta come condizione caratterizzata da una propria "specificità situazionale", e quindi poco dinamica, centrata sul presente, caratterizzata da una fase di sospensione e di incertezza (perdita di confini, assenza

di riti di passaggio, mancanza di percorsi definiti per diventare adulti) e fondamentalmente depressa, a chi predilige una chiave di lettura dinamica, che interpreta la condizione giovanile non tanto in "sé" quanto come fase di passaggio, come "tensione relazionale", secondo un'analisi che recupera il concetto di "generazionalità"[3]. E’ indubbio poi che la gioventù vada oggi interpretata come relazione parte-tutto con la società di appartenenza e con le altre generazioni piuttosto che come fenomeno di mutamento e di rinnovamento che interessa e coinvolge le relazioni sociali fondamentali, come in passato[4].

Le giovani generazioni sono oggi più libere e potenzialmente più ricche di opportunità di ogni tipo ma dentro condizioni e spazi angusti di realizzazione. Anche la formazione di qualità è oggi più rara ed elitaria. Tutto questo acuisce la forte differenziazione interna al mondo giovanile rispetto ad ostacoli ed opportunità e quindi alla possibilità di esprimere pienamente le proprie capacità per sé e per lo sviluppo della società.

Obiettivo dello studio condotto dalla Fondazione Di Liegro e commissionato dall’UNAR è la raccolta e sistematizzazione di elementi conoscitivi inerenti il fenomeno discriminatorio in questione, la condizione giovanile nei contesti da studiare, lo stato dell’arte delle politiche per i giovani e contro la discriminazione, le eventuali buone-pratiche, il ruolo del terzo settore. A questo ultimo proposito la ricerca ha anche lo scopo di confrontare le buone prassi verificabili in altri contesti del territorio nazionale e di verificarne la replicabilità nelle 4 regioni da studiare. L’indagine ha anche l’obiettivo di promuovere una sensibilizzazione al tema e di diffondere una cultura di attenzione alle problematiche collegate, rinforzando l’immagine delle giovani generazioni come opportunità di rinnovamento del tessuto sociale e culturale.

La ricerca ha previsto una fase di raccolta e analisi dei dati sul fenomeno della discriminazione giovanile in ambito nazionale (con confronto e riferimento ai dati di livello europeo) e un focus d’analisi e descrizione del contesto nelle regioni “Obiettivo convergenza” (fonti bibliografiche e documentarie ufficiali).

Le linee di ricerca hanno seguito i cinque ambiti principali individuati di dispiegamento dei fenomeni discriminatori per gli under 30: scuola e formazione, lavorativo, abitativo, sociale ed economico.

Riportiamo sinteticamente qualche dato per ciascuna regione:

  • La Campania è, tra le regioni Obiettivo Convergenza, la regione con la quota maggiore di giovani under 30 (36,7% contro una media delle 4 regioni pari a 35,0%). L’82,2 % dei giovani vivono con almeno un genitore, contro una media nazionale del 76,3%. Il fenomeno dell’abbandono scolastico è particolarmente presente. Il tasso di occupazione giovanile in Campania è più basso rispetto alla media nazionale, specialmente per le giovani donne.

· La Puglia è la regione con la minore presenza di giovani (il 33,7% contro una media delle regioni Obiettivo Convergenza del 35%), prevalentemente celibi e nubili e che vivono ancora nella famiglia di origine. La situazione lavorativa dei giovani pugliesi è migliore rispetto alla media delle regioni obiettivo: il tasso di occupazione giovanile si attesta intorno al 32% e quello relativo alle giovani donne è pari al 23,7%.

· La Calabria, con 683 mila giovani under 30, come tutte le regioni Obiettivo ha una quota di giovani più alta rispetto alla media nazionale. Di questi una parte è rappresentata da stranieri: ogni 1.000 giovani ci sono circa 36 stranieri, il dato più alto tra le quattro regioni. L’istruzione sembra essere un elemento importante per la società calabrese, tuttavia è tra le Regioni Obiettivo quella con il primato per tasso di occupazione giovanile più basso (il 24,2% contro una media nazionale del 39,3%).

· La Sicilia è la seconda regione con la quota maggiore di giovani under 30. E’ l’unica regione tra le quattro ad avere una tendenza tra gli under 30 ad uscire dalla famiglia di origine, superiore anche alla media nazionale. La Sicilia è tra le Regioni Obiettivo quella con il primato per tasso di disoccupazione giovanile più alto (il 30,5% contro una media nazionale del 15,3%), soprattutto nella sfera femminile (con un tasso del 35,4% contro il 17,7% dell’Italia).

In parallelo si è svolta una mappatura delle principali buone prassi nazionali in tema di contrasto alla discriminazione under 30 e ad un approfondimento di cinque case studies su buone prassi adatte ad essere trasferite sui territori “Obiettivo Convergenza”:

  1. accesso al credito: sistema di sostegno all'imprenditoria giovanile della Regione Toscana. L’istituzione di un fondo di rotazione e la concessione del finanziamento a fondo perduto sono le chiavi per la sostenibilità dell’iniziativa.
  2. accesso alla carriera: rete interistituzionale GAI Giovani Artisti Italiani (Regione Piemonte). Ha consentito la formazione, la promozione e l’ingresso nel mondo del lavoro di migliaia di giovani artisti, molti dei quali hanno costituito imprese autonome.
  3. life long learning: progetto “Il Giro del Mondo in 80 Giovani” della Regione Piemonte. Sfruttando la comunicazione peer-to-peer e interattiva tra giovani del territorio e giovani dell’estero. Il progetto migliora la conoscenza dei programmi europei.
  4. partecipazione: rete dei Consigli Comunali dei Giovani della Regione Lazio. La creazione di una rete regionale, le occasioni di incontro e coordinamento tra consigli, creano meccanismi di diffusione orizzontale e verticale della partecipazione giovanile, con ripercussioni anche sulle decisioni prese dalla Regione.

5. discriminazioni multiple: il Servizio Civile Regionale per giovani stranieri dell'Emilia Romagna. Quota di posti di Servizio Civile Regionale per stranieri e comunitari (inserimento mediatori culturali, riconoscimento crediti formativi, flessibilità d’orari, ecc.).

In una fase successiva della ricerca, si è proceduto all’indagine sui territori. Primo strumento adottato è stata la somministrazione di un intervista a dieci referenti per ciascuna regione (istituzionali, politici, impegnati nella formazione o nel terzo settore, ecc.), selezionati ed intervistati quali testimoni privilegiati. Il primo obiettivo di questo step di ricerca ha riguardato proprio l’identificazione di tali osservatori della realtà giovanile con l’attenzione a rappresentare gli organismi pubblici o privati di appartenenza maggiormente a contatto con il mondo dei giovani, dall’associazionismo di partecipazione alle istituzioni pubbliche, alle agenzie formative, laiche e di Chiesa.

La ricognizione ragionata con i testimoni privilegiati delle quattro regioni ha rivelato un quadro fortemente problematico della condizione giovanile sospesa tra una “transizione” lunga[5] verso l’inserimento sociale da adulti e la

“complessità” di una società incerta rispetto al proprio sviluppo, debole nell’identità, con riferimenti valoriali “liquidi”. Ne conseguono comportamenti adattivi dei giovani nei confronti di un sistema societario che non ha più punti di riferimento ideologici né certezze rispetto alle mete e che si trova alle prese con problemi epocali come la crisi strutturale del mercato del lavoro aggravata da quella finanziaria, la globalizzazione che ridimensiona la capacità di intervento dello Stato, la senilizzazione della popolazione, la pressione migratoria, l’allarme per clima e ambiente.

In tale contesto vanno in “crisi” tutte le istituzioni, da quelle formative a quelle della politica, a quelle economiche, a quelle del welfare con contraccolpi evidenti per i giovani.

Tale scenario di problematicità è maggiormente acuito nelle regioni del Sud dove i fattori di crisi economica, delle infrastrutture e delle politiche di welfare intervengono più incisivamente che altrove. Emerge una condizione giovanile in sofferenza ovunque soprattutto per il difficile percorso verso l’inserimento lavorativo con contraccolpi evidenti sia sul piano della dipendenza (anche psicologica) dagli adulti - nella lunga permanenza nell’alveo familiare e nel precario mercato del lavoro - sia sulla decisione di emigrare, almeno per i soggetti più intraprendenti e dotati, con evidente sottrazione di risorse per lo sviluppo del Sud.

La ricerca ha previsto l’attivazione sui territori di focus group composti da giovani e soggetti significativi dei territori in questione (sia a livello istituzionale che nell’ambito del terzo settore). L’obiettivo dei focus è stata la riflessione sulla effettiva trasferibilità delle buone prassi individuate e proposte ai partecipanti.

La ricerca e la consultazione hanno consentito di raccogliere il materiale con il quale in questo mese verrà ultimata una proposta più precisa di un modello regionale, per incidere positivamente nelle aree “Obiettivo Convergenza”. Il modello terrà in considerazione le esigenze emerse dalle consultazioni sui territori, quale presupposto per la fattibilità ed efficacia degli interventi. In maniera omogenea sono emersi, quali elementi fondamentali, la necessità di costituire consulte territoriali di giovani, creare strumenti di controllo della legalità (nell’accesso alle risorse, a programmi per il microcredito o a finanziamenti, nella selezione per la partecipazione a programmi di studio, ecc.) e la tutela della trasparenza, attraverso organi extraregionali costituiti a tale scopo, delle procedure di ogni programma proposto.



[1] ad es. T. Boeri, V. Galasso (2007) Contro i giovani. Come l’Italia sta tradendo le nuove generazioni. Mondadori; (2) M. Livi Bacci, G. De Santis (2007) ‘Le prerogative perdute dei giovani’ su Il Mulino 3/2007, pp.472-481; (3) A. Cavalli (2007) ‘Giovani non protagonisti’ in Il Mulino 3/2007, pp.464-471.

[2] “Considerare le giovani generazioni come un tutto unico è fuorviante, perché il sistema di disuguaglianze che caratterizza le nostre società si riflette in modo diretto sui giovani” cfr. De Lillo A., I valori e l’atteggiamento verso la vita, in (a cura di) Buzzi C., Cavalli A., De Lillo A., Rapporto Giovani. Sesta indagine dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia, Il Mulino, Bologna, 2007.

[3] Donati P., Una generazione di cercatori: con quali speranze?, in P. Donati e I. Colozzi (a cura), Giovani e generazioni. Quando si cresce in una società eticamente neutra, Bologna, Il Mulino, 1997.

[4] Cfr., ad esempio, Indagine ISVET sulla condizione giovanile in Italia, Roma, ISVET, 1973 (rapporto di ricerca).

 
Fondazione Di Liegro PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 10 Febbraio 2010 13:20

 

Fondazione Di Liegro
www.fondazionediliegro.it

 

La Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro onlus nasce nel 1999 per mantenere vivi la memoria e il pensiero di don Luigi. Ha all'attivo, in Italia e all'estero, progetti di solidarietà e rapporti di collaborazione con le istituzioni pubbliche, le università e le scuole, i servizi e le organizzazioni di volontariato. Opera da una parte attraverso la ricerca scientifica, la comunciazione e la sensibilizzazione della cittadinanza; dall'altra attraverso l'impegno concreto, la presenza sul territorio, gli interventi di sostegno soprattutto nel campo della salute mentale.

Le attività della Fondazione sono realizzate grazie all’aiuto di tutti coloro che mettono a disposizione il loro tempo come volontari e dei singoli cittadini, delle aziende e degli enti che contribuiscono ai progetti.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 13:23
 
Discriminazione under 30 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 10 Febbraio 2010 12:33

 

Studio volto all'identificazione, all'analisi e al trasferimento di buone prassi in materia di non discriminazione nello specifico ambito dell'età under 30.
Progetto finanziato a valere sui fondi del  PON “Governance e Azioni di Sistema” Obiettivo Convergenza Asse D “Pari opportunità e non discriminazione” FSE 2007-2013 [CIG 458377]

Il fenomeno delle discriminazioni basate sull’età è largamente diffuso ed estremamente rilevante, in considerazione della sua importanza e crucialità per il benessere del tessuto sociale del territorio italiano. I pregiudizi e gli stereotipi diffusi riguardo ai giovani sono spesso la causa di atteggiamenti di disparità di trattamento e difficoltà di inserimento nel mondo lavorativo; rappresentano quindi una significativa lesione del diritto di pari opportunità.

Lo studio, di cui riportiamo una generale descrizione, si compone di una fase di raccolta e analisi dei dati in relazione al fenomeno della discriminazione giovanile in ambito nazionale (con confronto e riferimento ai dati di livello europeo) e un focus d’analisi e descrizione del contesto nelle regioni “Obiettivo convergenza” (fonti bibliografiche e documentarie ufficiali; indagine di campo con l’ausilio di testimoni privilegiati). Le linee di ricerca seguono i cinque ambiti principali individuati di dispiegamento dei fenomeni discriminatori per gli under 30: scuola e formazione, lavorativo, abitativo, sociale ed economico. In parallelo si procede ad una mappatura delle principali buone prassi nazionali in tema di contrasto alla discriminazione under 30 e ad un approfondimento di cinque case studies su buone prassi adatte ad essere trasferite sui territori “Obiettivo Convergenza” (attivazione sul territorio di focus group di giovani per riflettere sulla effettiva trasferibilità delle buone prassi individuate). I risultati della ricerca e una consultazione con soggetti significativi dei territori in questione (sia a livello istituzionale che nell’ambito del terzo settore), consentiranno di creare un modello regionale di offerta dei servizi. Obiettivo dello studio è individuare gli strumenti per incidere positivamente nelle aree “Obiettivo Convergenza”.(Puglia, Calabria, Campania, Sicilia).

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Febbraio 2010 18:11
 


Sondaggi

In franchezza, ti infastidisce o ti infastidirebbe se un tuo parente fosse: