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Burqa: Europa divisa per la proibizione totale |
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Scritto da Lucia Delvecchio
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Lunedì 12 Aprile 2010 07:26 |
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Aggirarsi per le strade perfettamente coperti non è mai stato un reato ma a breve potrebbe diventarlo, laddove il volto dovesse essere celato completamente in modo da non consentirne la benché minima identificazione. La questione sull’impiego del Burqa torna ancora a scaldare gli animi della politica europea e certamente italiana. I tempi stringono e i risultati fervono, infatti è così che il Belgio si è assicurato il primato europeo come primo ed unico paese ad accogliere la proibizione assoluta del Burqa. La Commissione Affari interni del Parlamento del Belgio ha approvato una proposta di legge per l’interdizione totale del velo integrale islamico, raccogliendo un riscontro più che positivo dal momento che tutti i gruppi politici hanno detto sì. Ora si attende la conferma in Parlamento che potrebbe essere in calendario il 22 Aprile prossimo. Il deputato liberale Ducarme dice con franchezza “E’ un segnale molto forte che intendiamo inviare agli Islamici”. Un segnale capace di modificare il codice penale che attualmente impone un’ammenda o 7 giorni di carcere, “a chi si presenterà in uno spazio pubblico con il volto coperto, del tutto o in parte, che ne impedisce l’identificazione” , spiega così Ducarme.
Il testo prevede eccezioni per le manifestazioni autorizzate da comuni come il carnevale. L’Italia sembra voler decisamente seguire le orme del Belgio, come dimostrano le intenzioni del deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi, che, la prossima settimana, presenterà a Montecitorio analoga legge per l’interdizione totale dell’uso del Burqa. “Vietare l’uso del Burqa è una richiesta che la Lega avanza da anni per questioni di sicurezza, oltre che per rispetto della donna” , così spiega Grimoldi che continua "nei restanti paesi d’Europa la discussione è ancora in corso. La Francia invece, dal canto suo parla chiaro attraverso il parere espresso dal consiglio di Stato”. Un divieto assoluto del velo integrale potrebbe venire contestato dal punto di vista giuridico, anche se l’obbligo del viso scoperto può essere giudicato da esigenze di sicurezza e di ordine pubblico in certi luoghi e circostanze”.
Lucia Delvecchio
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Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Aprile 2010 16:15 |