Le Voci
EXTRACOMUNITARI ED EMARGINAZIONE: UN ESEMPIO DA MENZIONARE PDF Stampa E-mail
Scritto da Renato Cafagna   
Sabato 10 Luglio 2010 14:12

Palermo, 12 lug - Nel quartiere palermitano di Ballarò è nata una nuova realtà che nel giro di pochi anni ha moltiplicato il proprio intervento sul territorio tenendo conto dei principi necessari per un corretto svolgimento delle relazioni umane: il reciproco rispetto e la consapevolezza dei propri diritti e doveri. L’associazione Ubuntu (dalla lingua bantù, traducibile in “benevolenza verso il prossimo”) si conferma oggi tra le migliori in Italia in tema di sostegno famigliare, avendo ottenuto il Premio ministero della famiglia 2000. Attraverso la propria rete di volontari e di sostenitori, compensando alcune carenze esistenti nel servizio pubblico, l'associazione da circa tre anni propone ogni giorno dalle 8 alle 18 un servizio di accoglienza per più di 40 bambini di diverse nazionalità, con attenzione al loro intrattenimento, alla loro didattica, all’alimentazione, all’igiene e molto altro ancora. Si fornisce così un servizio di baby-parking, ed anche assistenza socio-educativa, accompagnamento, doposcuola, etc.; un aiuto essenziale per i genitori nella gestione dei problemi quotidiani relativi al mondo della prima infanzia, un progetto lodevole purtroppo non esente dagli inevitabili problemi connessi (gli immancabili episodi di razzismo e xenofobia). Ne abbiamo parlato con Claudio Arestivo, coordinatore del progetto insieme a Fabrizio Ferrandelli.

D.: Come è nata l'associazione Ubuntu, a quali necessità offre sostegno e quali sono i suoi scopi?

R.: Ubuntu è nata circa 4 anni fa, per opera di un gruppo di giovani locali che attraverso delle risposte concrete hanno deciso di fornire delle risposte alle necessità del territorio. In particolare l'esigenza legata all' assenza dei servizi per l'infanzia (1600 bambini per 1 asilo materno pubblico al centro storico) ci ha suggerito l’apertura di un centro ludico, uno spazio accogliente, ove le famiglie più emarginate (in particolare quelle di origine immigrata) potessero appoggiarsi durante le proprie giornate lavorative, lasciando quindi i propri bambini in mani sicure.

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Luglio 2010 21:21
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FONDAZIONE INTERCULTURA ONLUS INTERVISTA ALLA PRESIDENTESSA PICCININI PDF Stampa E-mail
Scritto da Lucia Delvecchio   
Venerdì 28 Maggio 2010 17:43

 

Aprirsi alla conquista di nuovi orizzonti per guardare da altre vedute il mondo sarebbe la soluzione per salvare l'inevitabile invecchiamento della nostra penisola. Superare i confini fa paura, si teme lo smarrimento. A temere  sono i giovani,  proprio coloro che dovrebbero impegnarsi per la difesa dell'innovazione e della scoperta. I giovani forse saranno troppo giovani per muovere passi pesanti e importanti, vorrà dire che necessitano di un supporto degno della loro missione. Da qualche anno questo supporto esiste e si chiama Fondazione Intercultura ONLUS, perché come scriveva Robert Hanvey  “chi è chiuso nella gabbia di una sola cultura, la propria, è in guerra col mondo e non lo sa”. Ad offrirci migliori delucidazioni sulla Fondazione è intervenuta la presidentessa Angela Piccinini a cui abbiamo posto alcune domande.

D :  la Fondazione Intercultura cosa si propone di realizzare concretamente a vantaggio dei giovani studenti?

R : Fondazione Intercultura Onlus per il dialogo tra le culture e gli scambi giovanili internazionali è una organizzazione senza fini di lucro creata nel 2007 dall’Associazione Intercultura, con lo scopo di promuovere il dialogo internazionale tra i giovani e tra i sistemi scolastici italiani e stranieri. La Fondazione garantisce l’assegnazione di borse di studio internazionali  a vantaggio degli studenti della scuola secondaria  di età compresa tra i 16 e i 18 anni, di promuovere convegni e ricerche sull’internazionalizzazione della scuola e sugli strumenti che favoriscono la collaborazione internazionale e l’educazione interculturale.

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Maggio 2010 08:33
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Nuove generazioni e le loro difficoltà nella partecipazione politica. PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Giuseppe La Sorsa   
Giovedì 27 Maggio 2010 06:09

 


La partecipazione politica da parte dei giovani rappresenta spesso un fenomeno marginale, con non poche difficoltà annesse. Italia Bruno, Collaboratrice dell'Assessorato alle PoliticheGiovanili della Regione Campania, risponde ad alcune domande proprio in merito situazione, parlandoci della rete dei "Forum" comunali dei Giovani istituiti dalla Regione Campania.
 

Cosa sono i Forum comunali della Campania?

“Il Forum è un organismo di partecipazione a carattere elettivo, che si propone di avvicinare i giovani alle Istituzioni e le Istituzioni al mondo dei giovani. La partecipazione ha un rilievo particolare, in quanto intesa ad assicurare la consultazione dei giovani e promuovere la loro partecipazione alle decisioni che li riguardano. Scopo del Forum è quello di entrare in contatto con le Istituzioni territoriali (Comuni, Comunità Montane, Province, Regioni), conoscerle e relazionarsi con le stesse, apportando idee, proposte e suggerimenti. Inoltre gli eletti nel Forum si impegnano a rappresentare tutti i giovani del territorio, dialogando con essi attraverso tutte le forme utili (incontri, lettere, comunicazioni via internet, e-mail, etc.) ”

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Giugno 2010 12:05
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A.M.A.R. Down: le persone con sindrome di Down meritano stesse opportunità PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Vittoria Buongiorno   
Domenica 09 Maggio 2010 16:23

 

 

Uno su mille è l’incidenza della sindrome di Down nella popolazione, a determinarla è la presenza di un cromosoma in più che geneticamente la caratterizza. Chiediamo alcune informazioni all’A.M.A.R. Down, di Martina Franca, rappresentata dalla presidente Angela Castagna che dal 2006 è impegnata nel divulgare la conoscenza di questa diversità, per combattere i pregiudizi e i luoghi comuni, sostenendo e riconoscendo il valore di ognuno, in quanto persona.


Come nasce l’associazione A.M.A.R. Down?
“L’ associazione A.M.A.R. Down, Associazione Martinese Autonoma Ragazzi Down, nasce nel 2003 anno della disabilità, da un gruppo di famiglie che avevano il desiderio di diventare un punto di riferimento, nel territorio. La famiglia è un bene prezioso e va salvaguardato, perché il peso sociale che ha in carico è rilevantissimo. Nel tempo tanti sono stati gli incontri formativi e informativi organizzati per le famiglie, le scuole, per enti di riabilitazione. Ad oggi contiamo su 24 iscritti che partecipano attivamente alla vita dell’associazione.”


Quali sono le finalità dell’associazione?
“La finalità dell’associazione sono: consulenza e supporto psicologico alle famiglie dove nasce un bambino Down; attivazione di un servizio di consulenza che si occupa della formazione dei genitori; coordinamento tra le diverse istituzioni ricercando i modi e gli spazi per attuare il progetto di crescita ed integrazione che inizi dalla nascita e abbia il suo culmine nell’inserimento del mondo del lavoro; stimolare il volontariato rivolto alla disabilità e diffondere lo spirito di condivisione nei loro confronti.”

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Maggio 2010 20:54
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LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI? ECCO UN CORSO DI LAUREA PENSATO AD HOC PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Zingarelli   
Venerdì 07 Maggio 2010 08:01

Con la Professoressa Franca Della Rosa, ricercatore e docente universitaria, abbiamo parlato dei diritti umani e delle iniziative che l'Università degli Studi di Bari sta mettendo a disposizione degli studenti.

Come è nata, professoressa, la passione e l'interesse per la difesa dei diritti umani?

Il corso di Laurea Specialistica 43/S in Scienze della Mediazione Interculturale (da quest'anno Magistrale LM 38 in Lingue per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale) ha una vocazione naturale per questo tipo di problematiche. Non parlerei di una generica passione individuale, ma di un percorso che parte da lontano, con l'attivazione quasi dieci anni fa della corso di laurea triennale, curriculum Intermediazione Linguistica per la Comunità Europea (ora Mediazione Interculturale), quando fummo chiamati a riempire di contenuti i modelli delle nuove lauree. Immaginare, quindi, un profilo professionale nuovo comportò orientare l'insegnamento, anche e primariamente della lingua, in una direzione che tenesse conto delle dinamiche forti della società contemporanea, a partire dal fenomeno delle migrazioni. L'accento sullo human rights discourse, che caratterizza in particolare il nostro corso di Lingua e Traduzione Inglese II per la laurea specialistica/magistrale, che ho al momento in affidamento, trae origine dagli sviluppi di quelle scelte.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 17:29
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