Benvenuti nel Blog-Magazine sull'antidiscriminazione
Medici Senza Frontiere: analisi sull'inadeguatezza di CIE e CARA PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniela Pugliese   
Lunedì 08 Marzo 2010 21:47

Roma 9, mar - Dieci anni sono passati dall’istituzione dei centri per migranti in Italia. I servizi erogati in generale, sembrano essere concepiti nell’ottica di soddisfare a malapena i bisogni primari, tralasciando le molteplici istanze che possono contribuire a determinare una condizione accettabile di benessere psicofisico. Questo è quanto emerge dall'indagine svolta da Medici Senza Frontiere, unica organizzazione indipendente a scrivere un rapporto sui CIE e CARA, tornata nei luoghi di detenzione per i migranti privi di permesso di soggiorno. Un'indagine questa che fotografa la realtà che si vive all'interno dei CIE (Centri di identificazione ed espulsione), CARA (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e CDA (Centri di accoglienza) in Italia e che indaga gli aspetti socio-sanitari e le condizioni di vita all'interno di queste strutture. In alcuni centri, gli operatori di MSF si sono trovati di fronte a un attegiamento ostile da parte dei gestori, incontrando difficoltà nel condurre liberamente l'indagine, subendo limitazioni e dinieghi nell'accedere in determinate aree: emblematici i casi dei centri di Lampedusa e del CIE di Bari dove è stata negata dalla Prefettura l'autorizzazione a entrare nelle aree adibite all'alloggio. "Tra i CIE, Trapani e Lamezia Terme andrebbero chiusi subito perchè totalmente inadeguati a trattenere persone in termini di vivibilità. Ma anche in altri CIE abbiamo ricontrato problemi gravi: a Roma mancavano persino beni di prima necessità o impianti di riscaldamento consoni", dichiara Alessandra Tramontano, coordinatrice medica di MSF in Italia. La gestione dei centri per migranti, sia dei CIE che dei CARA e CDA, appare in larga parte inefficiente: i servizi erogati non riescono di fatto a garantire una effettiva identificazione, protezione e assistenza dei soggetti vulnerabili che rappresentano la parte più consistente della popolazione ospitata.

fonte www.medicisenzafrontiere.it

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Marzo 2010 16:58
 
La legge è uguale per tutti? PDF Stampa E-mail
Scritto da Dante Coladonato   
Giovedì 04 Marzo 2010 18:29

La legge è uguale per tutti?
Razzismo, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Turi, 02 mar - Serpeggia  nell’opinione pubblica un pericoloso sillogismo: extracomunitario significa sospetto. Non parliamo di colpevolezza, naturalmente. C’è una sottile quanto cruciale differenza tra i due concetti. La dimostrazione di innocenza o colpevolezza, che scaturisce da un giusto processo, non riguarda il meccanismo mentale al quale ci stiamo riferendo. Quest’associazione di pensiero, errata e discriminante, è stretta conseguenza di un clima di odio e repulsione che si è infiltrato nel tessuto del pensiero comune. Definire un qualsiasi immigrato come probabile colpevole di un reato è una metastasi di un male ben più radicato ed oscuro. Paura ed ignoranza sono terreno fertile per seminare odio e discordia e raccogliere così violenza e discriminazione. Sfortunatamente, alcune correnti di pensiero si fondano sul disprezzo e sul razzismo. Quindi, in un certo senso, è più comodo perseguire e mantenere uno stato di fobia nei confronti del diverso. Per raggiungere questo scopo è fondamentale il ruolo giocato da chi trasmette messaggi e notizie. La parzialità di alcune frange di informazione, così come una mancata aderenza alla verità, costituiscono le armi con le quali tenere una popolazione sotto scacco. Dunque, dando ascolto ad alcune voci piuttosto che ad altre, essere immigrato in qualche modo costituisce un indizio di reato. In tempi di psicosi da terrorismo, i mezzi di informazione sono sempre pronti a considerare il musulmano un “presunto colpevole”, ribaltando i principi del garantismo così solennemente proclamati. Ma anche quando poi viene accertata l’innocenza, si tende a non dare la notizia o comunque a darle scarso rilievo. Fino a quando persisterà quest’ulteriore barriera comunicativa, sarà difficile instaurare un dialogo. Dialogo necessario per costruire un rapporto sociale, basato sul confronto, di coesistenza pacifica e costruttiva volta a combattere quel clima di odio e dis-integrazione  razziale.

Dante Coladonato

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Marzo 2010 11:11
 
Donne e lavoro: ecco il decreto per garantire pari opportunità PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Fanelli   
Sabato 27 Febbraio 2010 13:45

Bari, 27 Feb - Il 20 febbraio 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo del 25 Gennaio, di attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego.
Il Decreto rafforza il principio antidiscriminatorio di genere, ampliandolo ed estendendolo a tutti i livelli nei diversi ambiti, in particolare in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione, accompagnandolo con sanzioni molto più severe.
Sono previste pene più pesanti per i datori di lavoro che discriminano le donne, con ammende fino a 50 mila euro ed anche arresto fino a sei mesi.
Finalmente estesi tutti i diritti relativi alla maternità ed alla paternità anche in caso di adozioni nazionali ed internazionali.
Il decreto legislativo n. 5/2010 è intervenuto aggiornando diversi provvedimenti normativi, tra cui le pari opportunità tra uomo e donna nel campo dell'imprenditoria.

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Marzo 2010 18:58
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Clandesitinità: Italia e Francia cooperano per rafforzare le frontiere PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Minerva   
Lunedì 01 Marzo 2010 19:06

Clandesitinità: Italia e Francia cooperano per rafforzare le frontiere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BARI, 1 mar - Parigi e Roma vogliono dall’Ue più sforzi contro l’immigrazione irregolare. La volontà è stata espressa lo scorso 17 Febbraio quando il ministro dell’immigrazione francese, Eric Besson e il capo della Farnesina, Franco Frattini si sono incontrati per discutere dell'ordine del giorno: il tema del controllo delle frontiere. La necessità di tale riunione è aumentata dopo lo sbarco di 123 persone sulle coste della Corsica. Come precauzione Besson ha annunciato la creazione di “zone speciali” dove trattenere i migranti durante le operazioni di identificazione, luoghi dove queste persone possono trovare rifugio, riparo ma solo temporaneamente. Il maxi sbarco, evento inedito per i francesi, ha convinto il ministro a convocare per il 25 Febbraio un incontro a Bruxelles dove tutti

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Marzo 2010 09:23
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Amnesty Internationale e Onu insieme per il rispetto dei diritti umani PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Minerva   
Lunedì 22 Febbraio 2010 15:31

Amnesty International e Onu insieme per il rispetto dei diritti umani

BARI,19 FEBB - In occasione dell’esame periodico sui diritti umani del Consiglio Onu sull’Italia sono arrivate puntuali le raccomandazioni dell’associazione Amnesty International, da sempre impegnata per il rispetto dei diritti umani in ambito internazionale. Dino Alberto Mangialardi, esponente del Gruppo Italia 070 di Bari ha illustrato la posizione di Amnesty su queste tematiche.

Dino puoi spiegarci in cosa consiste l’esame sui diritti umani  e cosa contiene il documento inviato al Consiglio dell’Onu?
L’esame è quadriennale ed evidenzia la situazione dei singoli Stati relativa a problematiche quali stato dei migranti, possibili violazione dei diritti fondamentali dell’uomo e impegni presi e  sottoscritti con le istituzioni internazionali. Ciò che Amnesty attua con l’invio delle raccomandazioni è un’attività di lobby, ossia di pressione istituzionale sul Consiglio dei diritti umani Onu e per suo tramite sul Governo italiano, affinché  non si sottovalutino le situazioni esistenti.

Un punto sul quale il documento si sofferma riguarda gli sgomberi forzati. A tal proposito l’Italia veste la “maglia nera”  in tutta Europa.
Effettivamente nel nostro paese questa pratica è largamente diffusa. Noi vi ravvisiamo

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Febbraio 2010 17:41
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